VENERDI 23 AGOSTO ALLA ROTONDA DI ARDENZA all’interno del Premio Rotonda un
incontro di sensibilizzazione ambientale organizzato da RESET Livorno, Acchiapparifiuti, I Pirati
della Plastica, The Sons Of The Ocean per parlare di inquinamento da plastica, della direttiva
che bandisce la plastica monouso e delle buone pratiche da mettere in uso.
I dati sull’inquinamento marino da plastica sono sempre più allarmanti e la direttiva in vigore
anche Livorno che, dal 15 agosto 2019, ha messo al bando i prodotti di plastica monouso, nelle
aree naturali protette, negli stabilimenti balneari e nelle manifestazioni pubbliche, deve essere
solo l’inizio. L’inizio di una corsa contro il tempo per migliorare la situazione ambientale a tutto
tondo: rifiuti, scarichi, emissioni.
E’ necessario che tutti i cittadini diventino consapevoli del problema e si cominci a modificare i
comportamenti quotidiani poichè lo sviluppo tecnologico non supportato da scelte politiche
corrette, ha portato al disastro ambientale che stiamo vivendo: la plastica è entrata nella catena
alimentare, il clima è impazzito, specie animali e vegetali sono in via di estinzione.
Un esempio tra tutti: le cassette di polistirolo per i pescatori.
Le spiaggette, gli anfratti degli scogli sono pieni di polistirolo frantumato, portato dal mare e che
torna in mare. Ed è quasi impossibile rimuovere totalmente questi pallini che vengono facilmente
ingeriti dai pesci. Il polistirolo è un materiale praticamente eterno e ha tanti vantaggi ma, se non
correttamente riciclato, porta al disastro che stiamo vivendo nei nostri mari e sulle nostre
spiagge.
Fortunatamente, a livello mondiale, stanno nascendo grandi movimenti di persone che
affrontano questa emergenza ‘sporcandosi le mani’ andando a pulire spiagge, strade, boschi.
Bisogna, infatti, iniziare dai comportamenti quotidiani: per ridurre l’inquinamento marino da
plastica non significa, infatti, sostituire un materiale monouso con un altro monouso, ma
migliorare la gestione del rifiuto a terra con il conferimento corretto e ridurre l’impiego del
monouso a favore di contenitori riutilizzabili e del riciclo dei materiali di scarto. Bisogna poi capire
che se disperdiamo qualcosa nell’ambiente non è che magicamente sparisce:
• 1 mozzicone di sigaretta con filtro si degrada in un tempo che va dai 5 ai 12 anni e in
questo periodo, potrebbe non solo sporcare la spiaggia ma anche, magari, soffocare un
pesce che dovesse ingoiarlo;
• per decomporre una bottiglia di plastica occorrono 450 anni;
• una bottiglia di vetro può, a seconda delle stime, decomporsi in uno o due milioni di anni,
e può provocare danni anche gravi agli animali che ne ingeriscono i pezzi.
Nel giugno di quest’anno scienziati francesi e italiani hanno confermato l’esistenza di una isola
di plastica nel Mar Mediterraneo tra la Corsica e l’Isola d’Elba. L’accumulo di rifiuti in mezzo al
mare ha una superficie di decine di chilometri e tende a disperdersi e poi riformarsi.
Il fenomeno, come sappiamo, è permanente nell’Oceano, dove si parla addirittura di “continente
di plastica”, mentre nel Mediterraneo le correnti sono più forti, e le zone di convergenza della
plastica sono di dimensioni più piccole e generalmente durano solo pochi giorni o pochi mesi.
Un nuovo studio del Cnr conferma anche che la più alta concentrazione di microplastiche si
trova nel Mediterraneo occidentale e la costa toscana sarebbe quella più colpita. Una “zuppa di
plastica” l’hanno definita i ricercatori con concentrazioni 4 volte superiori a quelle riscontrate in
altre parti del mondo. Questa zuppa di plastica si confonde con i microorganismi marini e viene
ingerita dai pesci insieme al plancton, mentre i rifiuti più grandi si possono confondere con le
meduse o altri pesci e, in particolare, l’80 per cento delle tartarughe marine del Mediterraneo
sono state trovate con rifiuti di plastica nello stomaco.
Quindi che fare? Iniziare dai piccoli gesti quotidiani:
• borraccia per l’acqua
• busta di stoffa
• chiedere al negoziante un imballaggio diverso dalla plastica
• scegliere prodotti senza imballaggio di plastica
• scegliere l’opzione con meno plastica
• evitare le cannucce
• scegliere prodotti sfusi
• ricordarsi che quello che buttiamo per terra non sparisce per magia
• essere consapevoli che il consumatore può far cambiare idea alle grandi aziende